a metà strada tra il critico e il fan

esperimenti di critica sociale e umana
lunedì, 25 maggio 2009

10 domande

(grazie Zeruhur)

postato da: cabepfir alle ore 25/05/2009 10:57 | link | commenti | commenti
categorie: politiks
martedì, 16 dicembre 2008

Quei vescovi banditi da Oxford

di Riccardo Chiaberge - pubblicato sul Sole 24Ore di domenica 14 dicembre 2008 [link]

I bambini inglesi di oggi non sanno cosa sia un Bishop (vescovo), un Aisle (navata) o un’Abbey (abbazia), e se anche lo sanno si guardano bene dal dirlo per non turbare il vicino di banco musulmano o induista. Perciò Vineeta Gupta, responsabile per l’infanzia dell’Oxford University Press, ha deciso di sforbiciare questi e altri vocaboli obsoleti e politicamente scorretti dal nuovo Junior Dictionary: «La Gran Bretagna – si è giustificata – è una nazione multiculturale, ci sono tante fedi, e la gente non va più in Chiesa come una volta. Chi sa ancora cosa vuol dire Pentecoste?». E allora via altari, monasteri, suore, parrocchie, salmi, pulpiti e vicari e altre parole della tradizione cristiana e largo ai concetti più laici della società tecnologica come blog, broadband, MP3 player, voicemail, database, attachment. Certo, per ragazzi più adusi alle chatroom che ai confessionali, più bramosi di entrare in uno studio tv che in un convento, questa pulizia lessicale può apparire ragionevole. Ma a molti non piace. Per esempio al professor Alan Smithers della Buckingham University, che obietta: «Abbiamo una narrazione cristiana che ha formato la nostra identità per gli ultimi duemila anni. Perché buttarla via?».
Il mondo però è cambiato, e con esso l’ambiente naturale in cui crescono le nuove generazioni: sicché è inutile propinargli specie botaniche scomparse dalle città come il muschio, la felce, l’erica o il ranuncolo, o animali rari come il castoro, l’aragosta o il pellicano. Leviamoli dall’imbarazzo, espungendo le relative voci dal dizionario. E concentriamoci su cose ben più d’attualità come il vandalismo, il bungee-jumping, la dislessia e i prodotti biodegradabili.
Dictionary
Stravaganze britanniche? Non del tutto. Anche il nostro Tullio de Mauro ha operato un’analoga scrematura nel suo Dib, Dizionario di Base della lingua italiana (Paravia): 7000 lemmi divisi in tre fasce a seconda della frequenza d’uso. Anche qui, non c’è traccia di parole come abbazia, vicario, navata, sermone, abside o tabernacolo, e abbondano sms, email, blog e chat. Non occorre sposare le tesi del professor Pera, che vorrebbe imporci l’arruolamento obbligatorio nelle Guardie Svizzere, per provare disagio di fronte a una purga linguistica che cancella ogni scoria di lessico religioso. Un lessico indispensabile se non per essere buoni cristiani, quanto meno per capire l’arte di Michelangelo e di Caravaggio. Quando saranno più grandicelli, questi bambini continueranno a non sapere cosa significa Navata o Pentecoste, ma conosceranno a menadito il turpiloquio della Talpa e di Bulli&Pupe e i più fortunati azzeccheranno la risposta vincente a Chi vuol essere milionario (purché non sia sul muschio o sull’erica). Chissà che non devolvano il ricavato a qualche abbazia. San Gerry, facci la grazia!

postato da: cabepfir alle ore 16/12/2008 13:08 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: persone, politiks, delirio, ulcera
martedì, 11 novembre 2008

e adesso qualcosa di completamente diverso

Ciao a tutti. Sono reduce da un'influenza che questo fine settimana mi ha costretto sul divano, a vedere, di fila, Cats, Dreamgirls, Fantasia 2000, High School Musical uno e due e il dvd di Céline Dion, A new day. Erano sei anni che non mi prendeva la febbre, e a parte il vomito e la successiva totale inappetenza non è stato tanto male. L'unico problema è che dovrei rimettermi alla tesi e ho ancora la testa vuota...

Come chiunque può vedere, negli ultimi tempi ho molto rallentato la mia frequentazione del blog, non tanto per noia, quanto per mancanza di tempo, e per il fatto che il mio tempo internettesco l'ho dedicato soprattutto a deviantart. Eppure ci sono molti argomenti di cui vorrei trattare, e sprattutto molte cose che vorrei consigliare di andare a vedere o leggere. Per esempio la mostra su Paz a Castel Sant'Elmo. Oppure la mostra su Erasmo da Rotterdam a Rotterdam, dove vorrei andare anch'io (Silvia, ti prego, prenditi un treno una domenica e vacci, tu che sei lì vicino). Vorrei parlarvi del fatto che ho già visto due volte High School Musical 3, che ha instillato in me due dubbi fondamentali (perché Gabriella, che è un genietto in scienze, si iscrive a Giurisprudenza? Perché Sharpay intima a Tiara Gold di gettare gli indumenti arancioni che ha nell'armadio, mentre nel primo film indossa ad un certo punto un capo arancione intonato con borsa arancione, e anche Ryan ha un cappello arancione?). Vorrei ritornare sull'argomento della riforma Gelmini, in base alla quale gli insegnamenti di lingue seguite da pochi studenti dovrebbero essere chiusi, e quindi, per esempio, l'Orientale essere condannata al tracollo (non importa se quelle lingue costituiscono le uniche cattedre in Italia in materia, e che forse abbiamo ancora bisogno di qualcuno che sappia l'etiopico, il berbero, il persiano ecc). Venerdì 14 ci sarà un'altra grande manifestazione nazionale, mentre noi ospitiamo il Convegno Nazionale di Letterature Comparate. Oppure potrei parlarvi di quanto sono stata felice per la vittoria di Obama e di come abbiamo seguito le elezioni con i miei amici americani su deviantart. Potrei lamentarmi un po' su quanto mi ammorba Christine de Pizan, a costo di fare una brutta figura molto poco politically correct. O anche potrei tornare sulle mie preoccupazioni sull'ambiente e sulla totale necessità che si faccia qualcosa, adesso, subito a proposito.

sedia Savonarola

Oppure potrei parlarvi di Servazio Rogers, cui io e Silvia stiamo dedicando i nostri pensieri. Oh, Servazio. Inoltre ho una mezza intenzione di scrivere qualcosa sul maschilismo dei più recenti film in animazione digitale, argomento su cui in realtà spero che qualcuno abbia già parlato. Oppure dedicarmi ad una lode della sedia Savonarola, che è sempre stata tra le mie favorite.

 Avevo anche una mezza intenzione di scrivere qualcosa a commento dell'ultimo numero di Cesare, tuttavia, per non dilungarmi, dico solo questo:

  • Michelotto è troppo bello ed è troppo slash. Quando si rifiuta di ballare con Lucrezia è troppo slash. Quando parla male di Cesare ad Angelo è troppo innamorato respinto pieno di rancore. E quando scatta contro Angelo che impugna il pugnale è troppo fedele guardia amante di chi lo fa soffrire. Oh, Michelotto, se fossi tu il protagonista di questo fumetto al posto di quell'insipido Cesare!
  • Le espressioni di Lucrezia Borgia: con gli occhioni spalancati e con gli occhioni spalancati e la cuffia da notte.
  • Cesare Borgia: insopportabile. Alla festa, sarebbe meglio che qualcuno lo uccidesse, anche se purtroppo camperà ancora abbastanza da diventare il grande fallito del secolo decimosesto.
  • Rodrigo Borgia pizzicato sulla mano da Adriana e che fa la faccia da Giovanni de' Medici: improbabile.
  • Giovanni de' Medici: l'unico altro motivo, insieme a Michelotto, per leggere questo manga. Com'è che la Soryo imbrocca tanto bene alcuni personaggi quanto canna il resto?
  • E soprattutto, com'è che la Soryo è assolutamente incapace di disegnare le pieghe dei vestiti? Normalmente, durante l'adolescenza una persona che disegna inizia a imparare a disegnare le pieghe dei vestiti. La Soryo ha imparato tutto il resto, ma sulle pieghe dei vestiti e sui cavalli è andata incontro ad un blocco psicologico. Ben le sta, visto che disegna solo per i soldi.

In questo momento giace tra le mie braccia, ancora impacchettato, La mia vita disegnata male di Gipi, atteso fortissimamente da quando avevo visto i primi disegni sul blog di Gipi. Avrei voluto all'epoca anche scrivere un post su Gipi, ma poi l'occasione è volata.

Durante questi giorni di influenza, mi sono riletta quasi tutto Nana. Mettendo un po' insieme i pezzi in flashforward, mi sembra di capire che:

  • Nana Hachi e Takumi ad un certo punto si lasciano, Takumi va a vivere in Inghilterra dove ospita frequentemente Ren, che per il resto dell'anno abita a quanto pare da Hachi o comunque sotto la supervisione di Hachi. Ogni tanto Takumi torna a trovare Hachi, soprattutto per vedere Satsuki che - grazie a Dio - è la sua vera figlia biologica.
  • Nana Ozaki si è fatta bionda e canta all'Agorad, l'abbiamo capito.
  • Yasu, Nobu e Shin continuano a campare. Nobu torna all'albergo Terashima, Shin fa l'attore sempre alle dipendenze della Shikai (per pagare il debito, immagino), mentre Yasu non si sa cosa faccia.
  • L'unica protagonista di cui non si sa veramente GNIENTE è Reira, e la cosa inizia a preoccuparmi assai, soprattutto se si considera che, quando Yasu e Shin ascoltano Trust alla radio in macchina, a Shin gli si velano gli occhi di tristezza. Che sia Reira quella che muore? (Dato che la sensazione generale è che ci scappi il morto, e visto che non è Nana...) Oppure Reira si mette finalmente con Takumi, si trasferisce con lui in Inghilterra e tanti cari saluti e figli maschi?
  • A quanto mi sembra di annusare, quando Nana se ne va Ren ha un tracollo psicologico che lo rende più o meno incapace e bisognoso di cure, cosa che, in assenza di Nana, Hachi si prodiga di dargli.
  • Ai Yazawa, ti supplico, non far rimettere insieme Hachi e quell'ameba gelatinosa di Nobu.
  • E che fine fa la madre di Nana? Misato? La vera Misato?
  • Miu muore sotto a un tram, voglio sperare, e Yasu si mette definitivamente con la mitica Shion.
postato da: cabepfir alle ore 11/11/2008 20:29 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: manga, studio, varia, politiks, fumetto
venerdì, 10 ottobre 2008

ancora dalla parte delle bambine

Qualche ora fa ero in fila alla cassa per pagare quella cosa magica che è la crema Pantene liscio assoluto. Davanti a me c'era una signora con in braccio un bambino di pochi mesi e, prima ancora, un'altra signora. E poi c'era la commessa. La signora era troppo vecchia per essere la madre dell'infante, quindi presumo fosse la nonna. L'infante era vestito con una tutina verde e bianca con dei piccoli disegnini e aveva una fascia bianca in testa.

L'altra signora si gira verso la nonna e, dopo aver rivolto un sorriso all'infante (che per fortuna dormiva e spero non abbia ascoltato nulla di questa conversazione), fa: "Ma che bella questa patatina!"

La nonna, con voce glaciale: "È un maschio, non una bambina".

A questo punto la signora trova doveroso profondersi in scuse per il suo errore: "Ma sa... a quest'età... è facile confonderli... E poi con quella fascia bianca in testa... e comunque è proprio una patatina - ops un patatino". La nonna mette fine alla conversazione con un "Sì, è proprio un patatino" che non ha nulla di incoraggiante nel tono. La prima signora paga e se ne va.

A questo punto anche la commessa si sente in dovere di giustificare la signora di prima: "A quest'età i bambini non si distinguono... maschi, femmine...". La nonna non la degna di una risposta, ma poi pretende che la commessa le rimetta nella borsa il portafoglio perché lei, dovendo reggere l'infante (era senza passeggino, porte-enfant o qualsiasi oggetto adatto all'uopo) non ce la faceva.

Ora, perché la signora e la commessa hanno dovuto giustificare l'iniziale confusione? Perché la nonna è sembrata tanto offesa dal fatto che si scambiasse il pargolo per una femmina? Secondo me, la conversazione si doveva chiudere al "Non è una femmina ma un maschio", al che l'altra signora avrebbe dovuto dire "Tanto è uguale". Si sarebbero sentite tante scuse se l'infante fosse stato femmina e l'avessero invece presa per maschio? Non credo proprio. Perché dare della femmina a un maschio è ancora un atto svilente, non il contrario.

Io voglio che qualcuno dica che essere femmina o maschio è la stessa cosa. Che un neonato possa essere vestito di rosa, di azzurro o di marrone senza che questo influisca sul giudizio che si dà di loro. Vorrei che le madri potessero vestire i loro bambini di rosa senza sentirsi dietro la serpeggiante accusa che stanno trasformando i loro figli in omosessuali, come se fosse poi, appunto, riprovevole. I vestiti servono a vestire un neonato, a proteggerlo dal freddo e a tenerlo pulito, Stop. Quando sarà abbastanza grande deciderà lui/lei che mettersi addosso.

postato da: cabepfir alle ore 10/10/2008 16:03 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: persone, politiks, ulcera
domenica, 28 settembre 2008

variazioni sul tema

You are a

Social Liberal
(63% permissive)

and an...

Economic Liberal
(18% permissive)

You are best described as a:

Socialist

   
 

   
 


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Also : The OkCupid Dating Persona Test
postato da: cabepfir alle ore 28/09/2008 09:51 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: politiks
domenica, 27 gennaio 2008

giorno della memoria

Sanctus Espiritus redeem us from our solemn hour
Sanctus Espiritus insanity is all around us
Sanctus Espiritus! Sanctus Espiritus! Sanctus Espiritus!

In my darkest hours I could not foresee
That the tide could turn so fast to this degree
Can’t believe my eyes
How can you be so blind?
Is the heart of stone, no empathy inside?
Time keeps on slipping away and we haven’t learned
So in the end now what have we gained?

Sanctus Espiritus, redeem us from our solemn hour
Sanctus Espiritus, insanity is all around us
Sanctus Espiritus, is this what we deserve,
can we break free from chains of never-ending agony?

Are they themselves to blame, the misery, the pain?
Didn’t we let go, allowed it, let it grow?
If we can’t restrain the beast which dwells inside
it will find it’s way somehow, somewhere in time
Will we remember all of the suffering
Cause if we fail it will be in vain

Sanctus Espiritus, redeem us from our solemn hour
Sanctus Espiritus, insanity is all around us
Sanctus Espiritus, is this what we deserve,
can we break free from chains of never-ending agony?

Within Temptation, Our Solemn Hour, da The Heart of Everything

postato da: cabepfir alle ore 27/01/2008 10:51 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: politiks, mussica
martedì, 17 aprile 2007

Blacksburg, Virginia 16-4-2007 - Columbine, Colorado 20-4-1999

For whom the gun tolls
For whom the prey weeps
Bow before a war
Call it religion

Some wounds never heal
Some tears never will
Dry for the unkind
Cry for mankind

Even the dead cry
- Their only comfort
Kill your friend, I don`t care
Orchid kids, blinded stare

Need to understand
No need to forgive
No truth no sense left to be followed

"Facing this unbearable fear like meeting an old friend"
"Time to die, poor mates, You made me what I am!"
"In this world of a million religions everyone prays the same way"
"Your praying is in vain It`ll all be over soon"
"Father help me, save me a place by your side!"
"There is no god Our creed is but for ourselves"
"Not a hero unless you die Our species eat the wounded ones"
"Drunk with the blood of your victims
I do feel your pity-wanting pain,
Lust for fame, a deadly game"
"Run away with your impeccable kin!"
"- Good wombs hath borne bad sons..."


Cursing, God, why?
Falling for every lie
Survivors` guilt
In us forevermore

15 candles
Redeemers of this world
Dwell in hypocrisy:
"How were we supposed to know?"

4 pink ones
9 blue ones
2 black ones

The Kinslayer, dall'album Wishmaster

music & lyrics di Tuomas Holopainen © Nightwish 2000

postato da: cabepfir alle ore 17/04/2007 14:31 | link | commenti | commenti
categorie: politiks, mussica, ulcera
lunedì, 10 aprile 2006

Ultimi fumetti letti

V for Vendetta, di Alan Moore e David Lloyd

Sì, è abbastanza diverso dal film, ma non mi sento di dire che il regista e i produttori cinematografici abbiano fatto un lavoro del tutto scadente. Ci sono delle varianti, certo. Nel film si sono inventati il collegamento leader - industria dei farmaci - campo di concentramento - attacco chimico ecc, mentre niente del genere esiste nel fumetto, così come nel film viene a mancare la figura - e le manovre - di Helen Heyer, arrampicatrice sociale che muove le fila dietro ai piani alti della polizia. V, come ha già sottolineato Lucio, inneggia all'anarchia come autogoverno dei popoli (non mancanza di ordine ma mancanza di capi) e non alla violenza sic et simpliciter, ma, per dira proprio terra terra, è uno che predica bene e razzola male. Insomma, è veramente uno psicopatico. Il suo trattamento nei confronti di Evey è qualcosa di ignobile, per non parlare dell'eliminazione sistematica dei 40 e più capi sopravvissuti di Larkhill.

Inutile dire che nel fumetto, ovviamente, manca qualsiasi riferimento al terrorismo post 11 settembre, dato che fu scritto a metà degli anni '80 e che il suo bersaglio era il governo Thatcher (di cui, per evidenti motivi biografici, so poco e niente). Anche le scene di esplosioni, nel fumetto, mancano di un peso reale e passano quasi inosservate (lo scoppio del parlamento, all'inizio, avviene in una sola vignetta), per valere solo come significato simbolico.

Anche se discutibile, è in ogni caso un fumetto di indubbio interesse e di una certa profondità di tematiche. Il disegno non è bellissimo in sé, ma resta comunque funzionale alla storia.

Zero or One cap. 1 Petrolio, di Rak & Scoppetta

Comprato al Comicon il lontano 5 marzo e letto in 10 minuti aspettando l'arrivo di uno degli autori, questo fumetto fantascientifico con pochissime parole e molte inquadrature è l'ultima fatica del duo Alessandro Rak (questa volta solo sceneggiatore) e Andrea Scoppetta (mancino, qui autore dei disegni, anche lui ex allievo della Scuola dei Comix), che aveva già prodotto Ark e che ha in serbo molti progetti per il futuro. Andrea scopiazza qualcosa dello stile di Rak, soprattutto l'omone con il testone, ma per il resto avverto la sua personalità come dominante (non vi ho riscontrato quelle solite introspezioni post-metafisiche di Rak, ma potrei anche sbagliarmi). Aspettiamo la prossima cosa disegnata dal mio ex maestro.

Aida al confine, di Vanna Vinci

È il terzo o quarto fumetto di Vanna Vinci che leggo e non credo che sarà l'ultimo. L'ho trovato per caso, dopo lunghe ricerche, alla Stoppani di Bologna e me lo sono letto sul treno per Venezia, andando da Francesca. Ci tenevo perché è un fumetto su Trieste, sulla Trieste di oggi, di ieri, quella che sta cambiando, sulla Trieste come stato mentale e come luogo dei sogni, o come gabbia dei ricordi. La storia, fortemente personale, può anche non destare un'eguale corrispondenza emotiva nel lettore, ma la ricostruzione dell'ambiente, l'atmosfera, il linguaggio di tutti i giorni che è solo della Vinci ("ammazz'ebbionda!!"), il mood, lo stile ormai maturo, queste sono cose che sì, lasciano un deposito. Il tratto della Vinci può apparire di volta in volta ingenuo o curatissimo (o entrambe), risentendo come fa di un'influenza manga evidente soprattutto nei volti e in alcune suddivisioni della tavola, ed è comunque qualcosa di unico nel suo genere (soprattutto, per quanto ne sappia, nel panorama italiano). Adoro le sue linee interne e i ghirigori insistenti su alcuni punti.

Lo spinacio di Yukiko, di Frédéric Boilet

L'ho letto a scrocco alla Fnac, assolutamente per caso, venendo così a sapere che esiste un movimento chiamato nouvelle manga, costituito da autori occidentali che si ispirano fortemente ai manga (d'autore) o viceversa. Questo Spinacio di Yukiko (lo spinacio è il suo ombelico), esile relazione di due settimane tra l'autore e una ragazza giapponese, è costruito con uno stile per me inedito: foto, tante foto con una linea di contorno e appena ritoccate al computer, con fotocopie dal suo taccuino personale, stralci di storyboard e qualche schizzo, per creare un qualcosa a metà tra un fumetto, un video e un fotoromanzo. Ogni scenetta è incredibilmente dettagliata, scatto dopo scatto, mostrandoci al solito quello che tutti sappiamo ma di cui non ci accorgiamo: piccoli spostamenti degli arti, leggeri cambi di espressione, gesti che tutti facciamo senza rendercene conto. E al centro, lo svilupparsi e il precoce sfiorire di questa relazione sentimentale (soprattutto sessuale), i piccoli giochi tra gli innamorati, le conversazioni, gli incontri, le attese, la separazione. Il tutto visto dall'ottica dell'artista che istantaneamente trasforma la sua vita in un prodotto artistico (o forse il contrario), che basa la sua arte sulla sua vita, e che non concepisce la sua vita che non come piattaforma per la creazione di fiction. Certo non è la rappresentazione scarnificante dell'amore di altre opere, ma è molto più reale, molto più quotidiana, molto più post-moderna.


 

Max Malatesta ancora in scena a Roma

Apprendo senza preavviso dalla Repubblica di oggi che Max Malatesta è di nuovo in scena a Roma, al teatro Belli, fino al 13 aprile, con un testo di Dennis Kelly intitolato Debris / Patè. Copio e incollo da http://redazione.romaone.it/4Daction/Web_RubricaNuova?ID=72567&doc=si:

TEATRO BELLI
Pza S. Apollonia 11/A
T.06/5894875
Fino al 14 aprile prosegue la rassegna Trend. Un testo toccante di Dennis Kelly "Debris / Patè" interpretato da Max Malatesta e Roberta Rovelli per la regia di Perpaolo Sepe. Il degrado attraverso tre vicende, la prima di due ragazzi che cercano di costruire il loro passato, segue quella di un padre ubriaco che annega nella ripugnanza e di una madre che muore mentre partorisce. Persone destinate a soffrire senza che la vita gli offra alcun riscatto.
La recensione di Repubblica comunque non era tanto positiva.


 

Ma mi volete spiegare CHI SONO questi venti milioni di italiani che votano Berlusconi??? Perché nessuno mai dice di votare per lui e poi ce lo ritroviamo sul groppone per altri 5 anni? In vita mia ho conosciuto solo una persona che mi ha apertamente confessato di aver votato per Forza Italia. Su, uscite dalle tane di Arcore e fatevi avanti.
postato da: cabepfir alle ore 10/04/2006 23:14 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: manga, politiks, lo schermo e la scena, fumetto
giovedì, 09 marzo 2006

agitazioni in Francia

Non è usuale che dia informazioni di questo tipo, in ogni caso negli ultimi giorni sono entrata due volte a contatto con questa notizia, quindi mi sembra giusto informare anche i miei lettori. Due relatori che dovevano intervenire alle giornate di studio su Valéry, ieri e oggi, non sono potuti venire dalla Francia a causa degli scioperi e delle agitazioni che stanno infiammando il paese. Studenti e lavoratori stanno protestando contro una proposta di legge (legge Villepin credo), che vorrebbe rendere sempre più precario il mondo del lavoro. Ci sono stati scontri, con intervento della polizia e persino feriti, in varie università, tra cui Tours (l'università con cui sono in cotutela), oltre ovviamente alla Sorbona. Queste manifestazioni sono riuscite evidentemente a coinvolgere anche i mezzi di trasporto, tanto che questi due relatori (un'ex-dottoranda e un dottorando dell'Orientale) disperavano, una volta fossero pure riusciti a partire, di riuscire a rientrare in Francia.

I giornali italiani, persi dietro la campagna elettorale, non si stanno occupando per niente di questa notizia, e io sono talmente poco giornalista che non vi avrò fatto capire niente. I miei colleghi ieri si dividevano tra le critiche alla stampa e alla televisione italiana e le critiche al modo di protestare nel nostro paese, "dove tutti accettano il potere precostituito come le pecore". Io sono d'accordissimo col fatto che la notizia vada data, ma non approvo affatto una rivolta che impedisce, in un democratico paese occidentale, alla gente di prendere l'aereo. I miei colleghi commentavano: "Ma è solo dando veramente fastidio che quelli capiscono". Io non sono così estremista e preferirei una pacifica dimostrazione di piazza ad un blocco dei trasporti. E se si verificasse un'emergenza? Non credo che una manifestazione dovrebbe spingersi fino ad infastidire la popolazione civile.

postato da: cabepfir alle ore 09/03/2006 16:28 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: politiks
giovedì, 08 settembre 2005

Lo schifoso spettacolo di Katrina

Oggi su Repubblica Timothy Garton Ash scrive: "Siete del parere che i saccheggi, le violenze e il terrore armato emersi nell'arco di ore a New Orleans non si verificherebbero mai nella gentile Europa civile? Rivedete la vostra posizione. È successo qui, in tutto il nostro continente solo 60 anni fa. Leggete le memorie dei sopravvissuti dell'olocausto e del gulag... È successo ancora in Bosnia solo 10 anni fa. E non si trattava neppure della force majeure di un disastro naturale. Gli uragani europei erano opera dell'uomo".

Caro Mr. Ash, mi sembra che lei sia fuori strada. Non credo sia innanzitutto possibile mettere a confronto Katrina con le guerre mondiali: mettiamo le guerre a paragone con le guerre, e i disastri naturali con i disastri naturali. Le ricordo che nella gentile Europa civile gli alluvioni vengono giù un anno sì e l'altro pure, come anche i terremoti. A mia memoria qualche anno fa il Piemonte era in ginocchio sotto l'acqua, e dopo il terremoto in Umbria quanti sfollati ci furono? E dopo il terremoto dell'80 a Napoli? Inoltre vorrei ricordarle che nel '66 Firenze finì tutta sott'acqua. Non mi pare di aver mai letto che allora i fiorentini iniziarono a scannarsi a vicenda [tra l'altro - parentesi - quella di ammazzarsi tra città rivali in Toscana è una tradizione ormai codificata da leggi, vedi Palio di Siena] ma anzi IL PAESE INTERO partecipò al salvataggio di Firenze e della sua arte in pericolo. Amiche di mia madre andarono lì a scavare volontariamente, e chissà quanta gente l'ha fatto. *ah, e vogliamo parlare dello tsunami? C'è forse stato uno scannamento di massa lì?*

Quello che sta succedendo attualmente negli USA mi disgusta. Col mio solito cinismo, non mi viene neanche da averne pietà. Uomini che si comportano come bestie. Mi sembra quasi che se la siano cercata: prima di tutto gli Stati Uniti, non ratificando il protocollo di Kyoto, che Dio lo benedica, è come se si fossero firmata la propria condanna da soli; poi continuano a scaricare nell'aria non so quante tonnellate di immondizia inquinante. Poi pretendono di essere i salvatori del mondo e spendono centinaia di miliardi di dollari NELLA GUERRA e nella "difesa", mentre non c'è un briciolo di protezione civile che sappia organizzare un'evacuazione o gestire la situazione degli evacuati (e al solito mi ricordo degli sfollati del terremoto in Umbia e del bel film che ne fu tratto, Domani di Francesca Archibugi). Hanno prodotto caterve di film catastrofici e forse si aspettavano che 1). quando Katrina si sarebbe trovata di fronte le coste americane, sarebbe tornata indietro perché gli Usa sono intoccabili e unti dal Signore; 2) che una volta che il danno è stato fatto, arriverà miracolosamente dal cielo un supereroe che drenerà New Orleans e metterà tutto a posto con uno schiocco di dita.

E OSANO CHIEDERE GLI AIUTI AI PAESI POVERI, LORO, IL PAESE PIÙ RICCO DEL MONDO!!!

E BUSH SI È ASSUNTO L'INCARICO DELL'INCHIESTA!!! *vomita* 

E PRETENDONO PURE CHE LI COMPATIAMO!!!

Ovviamente mi dispiace per le vittime e per quei poveracci che se la devono vedere con la previdenza sociale americana. Ma non posso non essere nauseata dal comportamento incivile degli statunitensi. Poi dicono che l'Italia non è un paese che abbia credibilità all'estero. Ora mi sembra che gli Usa stiano davvero crollando su se stessi.

Altra cosa che mi dà un enorme, enorme fastidio è il fatto che come al solito siamo i lecchini degli Stati Uniti e che qualsiasi cosa succeda da loro prevalichi il resto. In questi giorni Repubblica non ha mai parlato di Nabi, l'uragano che si è abbattuto sul Giappone!!! Ma come, solo 18 morti non fanno notizia? Al telegiornale l'hanno detto ma ho visto solo un'immagine, un giorno. Ma chissenefrega del Giappone, no, se c'è una notizia dagli Stati Uniti?

Cambiamo argomento e parliamo di Madagascar. L'ho visto ieri: del film vale realmente una cosa sola, i pinguini che sono miticissimi e mi dispiace solo di non poterne comprare un pelouche. Il film è grazioso, molte musiche azzeccate nella prima parte ma senza l'inventiva di Shrek. Si conclude in calando. Il messaggio è alquanto ambiguo perché, oltre al fatto che i quattro protagonisti preferiscono New York alla giungla, si fa capire che per Alex va benissimo mangiare bistecche o pesce ma comunque non una cosa che abbia ucciso lui. Un po' ipocrita, non vi pare? Come se qualcuno allo zoo non avesse ucciso degli animali per trarne le bistecche o come se i pesci non fossero affatto esseri viventi. Anni fa ci fecero pescare da un barcone e un mio amico non volle pescare; poi però mangiò di gusto i pesci che avevamo preso noi. Lo stesso accade, più o meno, in Madagascar.

Devo ammettere però che di tutti questi film in animazione digitale solo un paio mi sono rimasti nel cuore: Toy Story, Shrek (grande rivelazione, il film d'animazione come citazione comica) e i pesci nell'acquario di Nemo. E poi mi capita sempre di preferire i personaggi secondari: quello stra-mitone di Lord Farquad di Shrek (un uomo da sposare seduta stante - ahahah ho fatto una battuta), Branchia di Nemo e ora i pinguini di Madagascar.

E per concludere un brano sui pelouche preso dai commenti al blog di Paola:

Perché un pelouche è meglio di un uomo

Il pelouche è meglio di un uomo per i seguenti motivi:
1 Il peluche non torna tardi dal lavoro
2 Il peluche non è mai stanco
3 Puoi vincere un peluche alla lotteria
4 Il peluche ti aspetta sempre in camera da letto
5 Puoi nascondere facilmente un peluche
6 Puoi andare a letto insieme a molti peluche e dormire
7 Puoi regalare un peluche a chiunque senza troppi problemi
8 Il peluche non è geloso degli altri
9 Il peluche non guarda nemmeno le altre
10 Il peluche non ha vizi nascosti
11 Puoi parlare con un peluche anche per ore senza annoiarlo
12 Quando un peluche non ti piace più puoi cambiarlo facilmente
13 Puoi fidarti di un peluche anche se le tue amiche lo prendono in mano
14 Il peluche non fa storie se sei in ritardo
15 Un peluche molto peloso è bello
16 Col peluche non servono le parole
17 Il peluche è quasi sempre un animale
18 Il peluche sa tenere le mani a posto
19 Puoi possedere con soddisfazione un peluche a qualsiasi età
20 Il peluche non ti lascia per uscire con gli amici
21 Il peluche non lascia segni
22 Non scopri troppo tardi che il peluche è sposato con figli
23 Il peluche non lascia in giro le lattine di birra
24 Il peluche non racconta agli amici le proprie imprese

(http://www.magnaromagna.it)

postato da: cabepfir alle ore 08/09/2005 20:13 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: politiks, lo schermo e la scena, ulcera, ambient
giovedì, 01 settembre 2005

DOPO KATRINA GLI USA SI DECIDERANNO A FIRMARE IL PROTOCOLLO DI KYOTO?

O aspettano che sia NY a finire sott'acqua? New Orleans poteva essere lasciata al suo destino, tanto è una città di negri fissati col jazz? Ma state vedendo come si stanno comportando?

postato da: cabepfir alle ore 01/09/2005 23:02 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: politiks, ambient
martedì, 09 agosto 2005

I mangamaniaci non vanno MAI in vacanza

Evangelion - The Iron Maiden 2nd 1

Ovviamente non potevo trattenermi dal comprare qualcosa che porta il bollino "approvato dalla Gainax" in copertina... soprattutto se nella stessa scena sono presenti Rei, Asuka, Kaworu, Shinji, Toji, Kensuke, Hikari Horaki, Misato, Ritsuko, Gendo e Fuyutsuki  La sceneggiatura è buona, anche se in classe strillano un po' troppo (ma è un tipo di situazione-manga che quando avevo 16 anni mi faceva impazzire, dunque potrebbe avere un suo senso). Spero che avvenga anche qualcosa di un po' più pratico e fattivo che non guardarsi solo negli occhi e arrossire  Disegni ingiustificabili, al di sotto del minimo che dovrebbe essere tollerato per una pubblicazione. Disegno molto meglio io à la Sadamoto che non questa Hayashi Fumino. La Ritsuko che rivela a Shinji: "Sono innamorata di tuo padre" [evvai! bella cosa da dire così, tanto per presentarsi] è la cosa più orribile che abbia visto disegnata, diciamo, negli ultimi otto anni. Gendo paurosissimo. Consigliato solo ai fan sfegatati e in crisi di astinenza.

Claymore 2

E anche il secondo numero non delude per questo manga partito assolutamente in sordina, senza reclame né pubblicità, ma che rivela una scrittura solida e con tante idee e una mano felicissima. Mi chiedo quante persone abbiano comprato il primo numero: temevo quasi che l'avrebbero interrotto da subito, senza far uscire neanche il secondo numero. Io lo consiglio senza riserve. I disegni sono fantastici, Claire è bellissima; l'unica piccola pecca è che i nasi, anche quelli dei vecchi, sono troppo perfetti e tutti uguali. Questo numero poi contiene almeno una scena (pp. 96-97) di uno shock visivo che non provavamo da tempo. L'impressione complessiva è quella di leggere un manga "like a virgin", come ai primi tempi, quando leggevamo Tenchi Muyo e un Berserk superlativo, quello di Grifis penetra nella stanza di Charlotte per intenderci. Se continua così, Claymore rischia - certo non aspettatevi sottigliezze psicologiche o estasi estetiche - di diventare un grande manga.

*****

Linda, non sono affatto d'accordo con te su Hiroshima, ma questo forse l'avevi previsto. Sterminare 500.000 persone non era un male necessario. La guerra era già quasi conclusa, e poi mi spieghi la necessità della seconda bomba a Nagasaki? Nella mia visione delle cose niente può giustificare qualcosa come la bomba atomica. A dir la verità, non credo che niente possa giustificare qualsiasi tipo di violenza. La nonviolenza è l'unica arma. BTW, che ne pensate delle dimissioni di Koizumi?

postato da: cabepfir alle ore 09/08/2005 22:55 | link | commenti | commenti
categorie: manga, politiks
domenica, 07 agosto 2005

6 agosto 1945

Hiroshima

9 agosto 1945 - Nagasaki

Francesca Mambro si è laureata il 3 agosto in Letterature Comparate con una tesi su "La storia della letteratura sulle grandi distruzioni di massa, da Hiroshima a oggi". Spero che questa notizia abbia portato un po' più di persone a chiedersi cosa sia questo strano essere denominato comparatistica. Ancora oggi, quando dico "Letterature Comparate", l'80% delle persone mi guarda con tanto d'occhi e chiede: "E che cos'è?". E pensare che a Venezia celebreremo i 50 anni della fondazione dell'Associazione Internazionale di Comparatistica...

Esistono ancora pregiudizi e strane idee a proposito dei MANCINI. A volte desidererei tanto che Voltaire avesse passato una briciola del suo tempo a smontare i pregiudizi che ancora ci riguardano. L'altro giorno a mare un signore che conosco benissimo, padre di un mio amico, mi guarda completare il mio sudoku e urla: "Cecilia!! Ma sei mancina!!" Io: "Beh, sì...". Lui: "Ma sei mancina completa? Fai tutto con la sinistra? Anche mio figlio [fratello del mio amico] è mancino, e lui fa tutto con la sinistra! Mangia, scrive, gioca a pallanuoto...". AHO, MA PENSATE CHE SE UNO È MANCINO LA SINISTRA LA USA SOLO PER SPORT E PER FAR VEDERE? Come i destrorsi fanno tutto con la destra, i mancini fanno tutto con la sinistra. È così semplice. Anzi oso dire che in un mondo ancora per noi pieno di "barriere architettoniche" (ma non esageriamo: è vero però che io non riesco a usare un apriscatole) i mancini hanno dovuto imparare a fare delle cose anche con la destra. Per esempio io uso il mouse con la destra, dato che sta lì. Ritornando al dialogo col signore, che poi si è allargato a comprendere i mancini geni ecc (e un altro ragazzo che conosco dietro ripeteva "la sinistra è la mano del diavolo" in continuazione), mi stupisce che un discorso del genere nasca da un signore che è padre di un ragazzo mancino! Vedo che la strada per la completa uguaglianza è ancora lunga.

Non parliamo dell'ATR precipitato a Punta Raisi, per favore. La situazione in cui versa questo mondo mi sta portando allo sconforto. Pensare che quando passano gli aerei (e qui volano bassi, perché siamo vicini all'aereoporto), la gente li segue con lo sguardo finché non si dileguano. Credo che si sia diffuso un senso di terrore più che dopo l'11 settembre. Ho anche timore a scrivere questo, perché i terroristi non dovrebbero sapere che noi abbiamo paura. Certo che alla Procura di Palermo solo questo ci mancava, dover indagare su un aereo precipitato...

Buone notizie però, in conclusione: il 2 settembre esce Madagascar; il 9 Howl's Moving Castle (Linda, sai che ci dobbiamo andare insieme, vero?) e il 25 novembre uscirà Harry Potter e il Calice di Fuoco. Ah, e ieri ho comprato il dvd di Peter Pan uscito con Panorama e mi sono arricreata gli occhi davanti a Jason Isaacs. Nei contenuti speciali indossa la maglietta dell'Italia! Che visione.

postato da: cabepfir alle ore 07/08/2005 23:04 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: politiks, ulcera
giovedì, 07 luglio 2005

NEW YORK

11 SETTEMBRE 2001

BALI

12 OTTOBRE 2002

INSTANBUL

15 NOVEMBRE 2003

MADRID

11 MARZO 2004

LONDRA

7 LUGLIO 2005

WHY AGAIN?

postato da: cabepfir alle ore 07/07/2005 19:44 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: politiks

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Cecilia. 23/8/1981.

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