V for Vendetta, di Alan Moore e David Lloyd

Sì, è abbastanza diverso dal film, ma non mi sento di dire che il regista e i produttori cinematografici abbiano fatto un lavoro del tutto scadente. Ci sono delle varianti, certo. Nel film si sono inventati il collegamento leader - industria dei farmaci - campo di concentramento - attacco chimico ecc, mentre niente del genere esiste nel fumetto, così come nel film viene a mancare la figura - e le manovre - di Helen Heyer, arrampicatrice sociale che muove le fila dietro ai piani alti della polizia. V, come ha già sottolineato Lucio, inneggia all'anarchia come autogoverno dei popoli (non mancanza di ordine ma mancanza di capi) e non alla violenza sic et simpliciter, ma, per dira proprio terra terra, è uno che predica bene e razzola male. Insomma, è veramente uno psicopatico. Il suo trattamento nei confronti di Evey è qualcosa di ignobile, per non parlare dell'eliminazione sistematica dei 40 e più capi sopravvissuti di Larkhill.
Inutile dire che nel fumetto, ovviamente, manca qualsiasi riferimento al terrorismo post 11 settembre, dato che fu scritto a metà degli anni '80 e che il suo bersaglio era il governo Thatcher (di cui, per evidenti motivi biografici, so poco e niente). Anche le scene di esplosioni, nel fumetto, mancano di un peso reale e passano quasi inosservate (lo scoppio del parlamento, all'inizio, avviene in una sola vignetta), per valere solo come significato simbolico.
Anche se discutibile, è in ogni caso un fumetto di indubbio interesse e di una certa profondità di tematiche. Il disegno non è bellissimo in sé, ma resta comunque funzionale alla storia.
Zero or One cap. 1 Petrolio, di Rak & Scoppetta

Comprato al Comicon il lontano 5 marzo e letto in 10 minuti aspettando l'arrivo di uno degli autori, questo fumetto fantascientifico con pochissime parole e molte inquadrature è l'ultima fatica del duo Alessandro Rak (questa volta solo sceneggiatore) e Andrea Scoppetta (mancino, qui autore dei disegni, anche lui ex allievo della Scuola dei Comix), che aveva già prodotto Ark e che ha in serbo molti progetti per il futuro. Andrea scopiazza qualcosa dello stile di Rak, soprattutto l'omone con il testone, ma per il resto avverto la sua personalità come dominante (non vi ho riscontrato quelle solite introspezioni post-metafisiche di Rak, ma potrei anche sbagliarmi). Aspettiamo la prossima cosa disegnata dal mio ex maestro.
Aida al confine, di Vanna Vinci

È il terzo o quarto fumetto di Vanna Vinci che leggo e non credo che sarà l'ultimo. L'ho trovato per caso, dopo lunghe ricerche, alla Stoppani di Bologna e me lo sono letto sul treno per Venezia, andando da Francesca. Ci tenevo perché è un fumetto su Trieste, sulla Trieste di oggi, di ieri, quella che sta cambiando, sulla Trieste come stato mentale e come luogo dei sogni, o come gabbia dei ricordi. La storia, fortemente personale, può anche non destare un'eguale corrispondenza emotiva nel lettore, ma la ricostruzione dell'ambiente, l'atmosfera, il linguaggio di tutti i giorni che è solo della Vinci ("ammazz'ebbionda!!"), il mood, lo stile ormai maturo, queste sono cose che sì, lasciano un deposito. Il tratto della Vinci può apparire di volta in volta ingenuo o curatissimo (o entrambe), risentendo come fa di un'influenza manga evidente soprattutto nei volti e in alcune suddivisioni della tavola, ed è comunque qualcosa di unico nel suo genere (soprattutto, per quanto ne sappia, nel panorama italiano). Adoro le sue linee interne e i ghirigori insistenti su alcuni punti.
Lo spinacio di Yukiko, di Frédéric Boilet

L'ho letto a scrocco alla Fnac, assolutamente per caso, venendo così a sapere che esiste un movimento chiamato nouvelle manga, costituito da autori occidentali che si ispirano fortemente ai manga (d'autore) o viceversa. Questo Spinacio di Yukiko (lo spinacio è il suo ombelico), esile relazione di due settimane tra l'autore e una ragazza giapponese, è costruito con uno stile per me inedito: foto, tante foto con una linea di contorno e appena ritoccate al computer, con fotocopie dal suo taccuino personale, stralci di storyboard e qualche schizzo, per creare un qualcosa a metà tra un fumetto, un video e un fotoromanzo. Ogni scenetta è incredibilmente dettagliata, scatto dopo scatto, mostrandoci al solito quello che tutti sappiamo ma di cui non ci accorgiamo: piccoli spostamenti degli arti, leggeri cambi di espressione, gesti che tutti facciamo senza rendercene conto. E al centro, lo svilupparsi e il precoce sfiorire di questa relazione sentimentale (soprattutto sessuale), i piccoli giochi tra gli innamorati, le conversazioni, gli incontri, le attese, la separazione. Il tutto visto dall'ottica dell'artista che istantaneamente trasforma la sua vita in un prodotto artistico (o forse il contrario), che basa la sua arte sulla sua vita, e che non concepisce la sua vita che non come piattaforma per la creazione di fiction. Certo non è la rappresentazione scarnificante dell'amore di altre opere, ma è molto più reale, molto più quotidiana, molto più post-moderna.
Max Malatesta ancora in scena a Roma
Apprendo senza preavviso dalla Repubblica di oggi che Max Malatesta è di nuovo in scena a Roma, al teatro Belli, fino al 13 aprile, con un testo di Dennis Kelly intitolato Debris / Patè. Copio e incollo da http://redazione.romaone.it/4Daction/Web_RubricaNuova?ID=72567&doc=si:
TEATRO BELLI
Pza S. Apollonia 11/A
T.06/5894875
Fino al 14 aprile prosegue la rassegna Trend. Un testo toccante di Dennis Kelly "Debris / Patè" interpretato da Max Malatesta e Roberta Rovelli per la regia di Perpaolo Sepe. Il degrado attraverso tre vicende, la prima di due ragazzi che cercano di costruire il loro passato, segue quella di un padre ubriaco che annega nella ripugnanza e di una madre che muore mentre partorisce. Persone destinate a soffrire senza che la vita gli offra alcun riscatto.
La recensione di Repubblica comunque non era tanto positiva.
Ma mi volete spiegare CHI SONO questi venti milioni di italiani che votano Berlusconi??? Perché nessuno mai dice di votare per lui e poi ce lo ritroviamo sul groppone per altri 5 anni? In vita mia ho conosciuto solo una persona che mi ha apertamente confessato di aver votato per Forza Italia. Su, uscite dalle tane di Arcore e fatevi avanti.
